martedì 18 settembre 2012

L'autorevolezza di Lorita Tinelli - cap. 2

(Presidente del CeSAP, Centro Studi Abusi Psicologici)


Continuiamo dal capitolo precedente le considerazioni sulla severità con cui Lorita Tinelli qualifica l'autore del "Curioso caso Tinelli" ("bugiardo" o forse "animale feroce bugiardo"), perché colpevole di avere scritto che di uno studio della Tinelli "all’Assessorato ... non hanno fornito alcuna notizia."

C'è un altro post della Tinelli in cui agli stessi "detrattori" che "mente sapendo di mentire", la "sedicente esperta" si rivolge con identica severità ("menzogne autori de il curioso caso tinelli"). Questa volta per avere erroneamente negato che la Tinelli abbia creato il CD allegato a un testo per le scuole medie. Questo le dà lo spunto per esibire il suo furibondo livore.

(Le "menzogne" contestate dalla Tinelli a quel blog sono in tutto tre; alla terza è legata la reazione più stupefacente della Tinelli e la vedremo nel prossimo post.)

Come nel caso precedente, anche questo post della Tinelli relativo al CD è impreziosito da un commento di "Anonimo Veneziano", che ribadisce la sua consueta signorilità: "idiozie degli squilibrati che usano internet in maniera squallida."

La Tinelli mostra tutta la sua furente indignazione per quelle due "menzogne", ma sorvola sul lunghissimo elenco di anomalie, travisamenti, vanterie e falsità che l'autore di quelle "squallide idiozie da squilibrati" evidenzia nel curriculum della Tinelli e nell'operato della presidente del CESAP, l'associazione carismatica da lei fondata. Anomalie, travisamenti, vanterie e falsità che Lorita Tinelli non tenta nemmeno di smentire perché incontrovertibili. Per fare qualche esempio:
  • Sostiene di collaborare con l'Università La Sapienza di Roma e di avere per questa prodotto la ricerca "La tossicodipendenza come reazione di conflitti generazionali", quando all'università la ricerca non esiste e la Tinelli non figura sotto nessuna veste.
  • Dichiara di collaborare con l'Istituto Girolamo Moretti di Urbino e di avere per questi prodotto la ricerca "Il disagio nella pre-adolescenza: risultati di una sperimentazione", quando la "sperimentazione" non è frutto di una collaborazione, ma è la tesina finale del corso che la Tinelli ha frequentato presso l'istituto.
  • Dichiara che l'università La Sapienza le ha pubblicato lo studio "Mutamenti psicologici nel processo di affiliazione ad una setta", quando nella realtà si tratta della sua tesi di laurea e non di uno studio commissionatole dall'università, la quale non le ha pubblicato un bel niente.
  • Dichiara che l'Università di Bari le ha pubblicato lo studio "Il reato da controllo mentale: quando una setta diventa un’organizzazione criminale", che invece è la "Tesina" per un corso che ha frequentato in quell'ateneo (il quale ovviamente non l'ha mai pubblicato).
  • Vanta una pletora di "Pubblicazioni" che nella realtà sono state pubblicate solo sul suo sito personale o sul (suo) sito del CESAP.
  • Come ricercatrice vanta tra le sue "Pubblicazioni" 3 articoli comparsi sullo sconosciuto mensile "Noci gazzettino - Periodico di vita cittadina" (di cui sbaglia anche il nome); inoltre uno di questi 3 articoli nel numero della rivista da lei indicato non esiste (vedi "Esperienze inusuali definite panzane").
  • Dichiara di essere "Iscritta all'Ordine dei Giornalisti", ma non è vero.
  • Sostiene che "scrive su quotidiani e riviste", per avere scritto tre (che poi sono due) articoli su "Noci gazzettino", un mensile di un piccolo paese, e qualcosa sulla rivista Labirys (una fanzine da lei creata e subito defunta). E di articoli su "quotidiani" non c'è traccia.
  • Vanta nel suo curriculum qualifiche non riconosciute come per esempio "formata" in Criminologia Giudiziaria (e in Mediazione Famigliare).
  • Ostenta la qualifica di "docente" presso l'Università di Bari, che induce a ritenere che la Tinelli sia una "docente universitaria" quando è (o era) invece una semplice "Esterna" che ha dato (forse) 5 ore di lezione in un anno.
  • Ostenta la qualifica di "Perito e Consulente tecnico presso i Tribunali", che è ben poca cosa, dato che per ottenerla basta la maturità e fare richiesta di iscrizione alle apposite liste. (Inoltre la Tinelli deve sempre esagerare: si è periti presso "il tribunale di" e non "i tribunali".)
  • Infarcisce il proprio curriculum di ripetizioni come per esempio l'inesistente "formata in Criminologia Giudiziaria" seguito poi dall'auto-attribuito "studiosa di Criminologia e Criminalistica", oppure si auto definisce "esperta conoscitrice delle dinamiche di gruppo e studiosa delle tecniche del Controllo Mentale" e successivamente "consulente per l'aiuto alle vittime di controllo mentale", ecc.
Questa copiosa collezione di pseudologia fantastica è contenuta appena nelle prime 15 delle 60 pagine del Curioso Caso Tinelli. C'è ben altro, ma può bastare.

Come un rapinatore che replica infuriato a chi gli attribuisce erroneamente una multa per divieto di sosta, Lorita Tinelli sbandiera il suo disprezzo per 2 "menzogne" (da prendere con beneficio di inventario), quando solo nel post precedente ne abbiamo viste quattro sue, molto più smaccate e dalle conseguenze ben più serie:
  1. aver negato l'esistenza della laurea in psicologia,
  2. aver negato l'esistenza del master dell'università di San Diego,
  3. aver negato l'esistenza della convenzione con l'Università di Bari,
  4. aver ignorato i seminari tenuti all'Università di Bari.
A queste quattro gravi mancanze vanno aggiunti: il non aver indicato il corso presso l'Istituto di Medicina Psicosomatica e soprattutto l'enormità di aver falsamente addossato la responsabilità di un suicidio. Ora vedremo altri errori, altrettanto pacchiani.

A pagina 6 del suo "Studio Vito Carlo Moccia" (visto nel post precedente), la "sedicente" ricercatrice spiega che:
"Da visura camerale apprendiamo che il 2 dicembre 1977 [Moccia] costituisce la ditta individuale I.T.M. Ingegneria biomedica ... che si occupa di promuovere prodotti di tipo farmaceutico e sanitario.
[...]
Quindi nel suo passato si è impegnato prevalentemente di svolgere attività di rappresentante 'porta a porta' di prodotti sanitari e medici."
Lorita Tinelli presenta Moccia come un venditore "porta a porta", come si trattasse di un piazzista da mercato, armato di pelapatate. Eppure sempre "Da visura camerale" si apprende che, dopo la sua costituzione, la I.T.M. si trasforma da ditta individuale a Società a Responsabilità Limitata.

E poiché la I.T.M. srl:
  • aveva in organico una ventina tra dipendenti e agenti;
  • operando nel campo della strumentazione ecografica, i suoi clienti non erano le massaie di paese ma cliniche e ospedali;
  • sul tema dell'ecografia Moccia partecipò a convegni medici;
  • la I.T.M. collaborò con cliniche universitarie allo sviluppo della diagnostica ecografica e per la formazione dei medici nell'utilizzo degli ecografi.
Definire "rappresentante 'porta a porta'" l'amministratore delegato di una s.r.l. che ha per clienti cliniche universitarie, è come definire "imbianchino" un pittore professionista. Nel suo "studio attento e puntuale" la Tinelli scrive un malevolo pettegolezzo da centro estetico.

C.ES.A.P - Centro EStetico Acconciatore Pino.

Proseguiamo. A pagina 23 si legge:
"E' di fatti risaputo che quasi nessuno dei frequentatori dei seminari del Sentiero Sacro [Arkeon - ndr] resta indenne dai nuovi significati e dalle nuove filosofie che gli vengono proposte tanto che nella maggior parte dei casi decidono di tagliare i ponti con la vita precedente e con le persone che ne hanno fatto parte."
e più avanti:
"Per esempio quasi sempre si verificano separazioni di coppie o divisioni famigliari. Oltre a questo sono stati evidenziati anche danni nella sfera emotiva, psicologica e comportamentale nei soggetti coinvolti."
È risaputo da chi? "Risaputo" significa universalmente noto, di dominio pubblico. Al pari di Ron Hubbard, il fondatore di Scientology che vendeva ogni sua più balzana fantasia come una verità scientificamente dimostrata, la Tinelli spaccia una sua opinione (alquanto bislacca) come una certezza accettata da tutti.

E ancora: Da chi sono stati evidenziati i danni? Quanti sono i danneggiati rispetto alle 10.000 vittime di Arkeon di cui parla la Tinelli? Chi ha stabilito che questi disturbi della sfera emotiva erano causati dalla partecipazione ai seminari del gruppo?

Se l'autore di una diagnosi così tragica è la Tinelli, è difficile non prenderla con diffidenza in considerazione della sua dichiarata ostilità verso il gruppo (che si concretizzerà in reciproche querele), ma soprattutto considerando l'obiettività e l'autorevolezza dimostrata in questo discutibile "studio" e in altre dichiarazioni dello stesso valore.

Come un prestigiatore con il coniglio, Lorita Tinelli estrae dal cappello una asserzione indimostrata, più simile a una verità di fede enunciata da un guru, che non al responso di uno studioso che argomenta in modo appropriato le proprie conclusioni.

In questo groviglio di pregiudizi da Centro Energetico Shiatsu Ayurveda Pranoterapia, ciò che spicca maggiormente è la frase: "quasi sempre si verificano separazioni di coppie".

Se fosse vero che le 10.000 vittime di Arkeon di cui parla la Tinelli si fossero "quasi sempre" separate, avremmo assistito a un'ondata di divorzi che avrebbe richiamato l'attenzione della stampa, ma è un fenomeno sociale che nessuno ha visto.

Ovvio che tra così tanti partecipanti si saranno verificati dei casi di separazione, così come se ne registrano tra i vegetariani, tra i fan di Vasco Rossi, tra i fondatori di associazioni anti-sette e (in percentuale molto maggiore) tra i politici anti-divorzio. La gente divorzia, ma è doveroso (per un ricercatore serio) indicare dei dati precisi a supporto di un'affermazione straordinaria quale è sostenere che la quasi totalità dei 10.000 aderenti a una filosofia si separa (e non ne "resta indenne" subendo "danni nella sfera emotiva").

"Quasi sempre si verificano separazioni di coppie" ha il valore di stupidaggini del tipo "i meridionali sono degli sfaticati", con la differenza che è stata scritta in uno "studio attento e puntuale" redatto per la Digos, da chi sostiene di "Partecipare attivamente allo sviluppo della scienza".

La Tinelli sembra avere una propensione per questo tipo di asserzioni. Una di queste ha conseguenze piuttosto gravi, perché la Tinelli arriva a lanciare addirittura un allarme suicidi:

video
"ci è giunta anche notizia di persone che hanno tentato il suicidio a seguito di questi sconvolgimenti emotivi che appunto venivano indotti all’interno di questo gruppo" ("Tutte le mattine", Canale 5, 23 gennaio 2006)

"sono stata testimone indiretta di suicidi e di peggioramenti di alcune patologie a seguito dell'adesione a questo gruppo" (8 febbraio 2006, Forum del Cesap)
Che "l'adesione" a un gruppo sia causa di suicidio, è un'affermazione di estrema gravità:
  • si accusa qualcuno di un reato penale (particolarmente odioso);
  • si genera angoscia tra parenti e amici delle persone coinvolte;
  • si suscita odio sociale nei confronti dei presunti responsabili.

Una persona coscienziosa rilascia una simile dichiarazione solo in caso di reale e imminente necessità. Ma tutto questo alla Tinelli non è bastato, e pochi giorni dopo ha ulteriormente ingigantito il pericolo scrivendo sul proprio sito di essere a conoscenza di:
"Molta gente che ha visto il proprio figlio scegliere la strada del suicidio o angustiarsi sino al delirio per aver fatto esperienza diretta in questo gruppo." (12/02/2006)
Rapportata a un gruppo con 10.000 partecipanti (all'interno del quale "quasi nessuno" resta indenne da danni alla sfera emotiva), l'espressione "molta gente" delinea uno scenario da stragi del sabato sera, con i suicidi da quantificare almeno a decine.

A questo punto, interviene la Digos di Bari e il 28 febbraio 2006, quindi dopo le allarmistiche dichiarazioni viste sopra, la Tinelli mette a verbale di avere sentito dire:
"di un caso di un suicidio avvenuto a Firenze [nel 1996] che potrebbe essere collegato all'attività del gruppo"
Precisando che:
"Purtroppo non ho molti elementi per poter risalire all'identità del suicida, avendo appreso la notizia dal mio collega Maurizio ANTONELLO, psicologo e studioso di sette, purtroppo deceduto nell'anno 2003. Posso solo dire che credo si trattasse di un allievo di Vito Carlo MOCCIA, residente a Firenze."
La "Molta gente" suicidatasi di cui lei è stata "testimone indiretta" è: solo una. (Tra l'altro, testimone: chi è a conoscenza diretta di un fatto. Solo la scienziata Tinelli può essere "indirettamente a conoscenza diretta" di qualcosa).

Dopo essersi detta testimone di innumerevoli suicidi e di peggioramenti di disturbi psichici, Lorita Tinelli riferisce di un unico suicidio, riferitole anni prima, verificatosi 10 anni prima, di cui non sa niente, e non sa neppure se sia collegato all'attività del gruppo, ma "potrebbe" esserlo.

Alcuni mesi dopo, il 2 giugno 2006, nuovamente interrogata dalla Digos la Tinelli riferisce di altri casi che inspiegabilmente in precedenza non conosceva:
"Il primo, in ordine cronologico, è localizzabile nella zona di Genova, sempre in un periodo compreso tra gli anni '96/98. Non conosco altri particolari, ma potrebbe esservi utile in questo la Sig.ra Fanny B., in quanto è stata lei a raccontarmi di questo caso. Successivamente, il sig. Stefano S. mi ha parlato del suicidio di un uomo, avvenuto nel 2002 nella zona di Roma, il cui nome era ***. [...] Emanuela F. mi ha parlato di un suicidio di un allievo del maestro Giuseppe T."
Ricapitoliamo. Gli innumerevoli suicidi di cui la Tinelli ha "indirettamente una conoscenza diretta", avvenuti "a seguito dell'adesione a questo gruppo", sarebbero a questo punto quatto:
  1. Firenze;
  2. Roma;
  3. Genova;
  4. allievo di Giuseppe T.
Firenze - Le indagini effettuate dalla Digos di Firenze escluderanno che il suicidio abbia alcuna attinenza con il gruppo (che il soggetto non frequentava più da 3 anni). Di particolare rilevanza è la testimonianza della fidanzata, neuropsichiatra, che infastidita da chi ipotizzava l'esistenza di istigatori nascosti dietro al gesto del suo compagno, usa parole inequivocabili chiedendo che si lasci in pace "la sua scelta e il nostro dolore. La caccia alle streghe non porta lontano e infanga le nostre vite. Reiki [Arkeon] è stata solo una tappa nella vita di *** e ha rappresentato anche una stagione felice."

Roma - In merito a questo suicidio, avvenuto in realtà in provincia di Avellino e non nella zona di Roma, in un memoria difensiva la Tinelli afferma che il ragazzo scomparso:
"si sarebbe suicidato a seguito di una serie di induzioni di sensi di colpa del maestro [di Arkeon]".
Non la pensano allo stesso modo né la Questura di Avellino che ha svolto le indagini, né il PM di Bari che conduceva l'inchiesta, il quale conclude che: "Le indagini sul caso di suicidio, svolte all'epoca dei fatti dal Comando Carabinieri di Montefusco (Av), non sembrano però aver evidenziato un'evidente correlazione tra l'evento e la frequentazione da parte del defunto dei seminari Arkeon."

In merito a questi due casi, in seguito il PM scriverà: "Non vi sono elementi per sostenere che il suicidio di *** [Firenze] e *** [Avellino] siano legati alle pratiche di Arkeon".

Genova - La fonte indicata dalla Tinelli è Fanny B., che dichiarando "io sono una attivista dell'associazione CESAP" non fa una buona pubblicità al CESAP dato che risulterà essere una testimone senza alcuna credibilità, e il ventilato suicidio null'altro che una sua fantasia.

Infine, per quanto riguarda il "suicidio di un allievo del maestro Giuseppe T.", di cui parla Emanuela F., non solo il presunto suicida ma perfino il maestro è risultato inesistente.

In conclusione, la notizia diffusa da Lorita Tinelli, relativa a "Molta gente che ha visto il proprio figlio scegliere la strada del suicidio o angustiarsi sino al delirio per aver fatto esperienza diretta in questo gruppo", non è che un pettegolezzo da lavandaie senza alcun fondamento. Ma rilasciato dalla presidente di un Centro Studi non è appena una fesseria: è una dichiarazione irresponsabile.

In questo "studio attento e puntuale", Lorita Tinelli ha dato ripetutamente prova della sua credibilità e autorevolezza.

Ha inoltre dato prova del suo senso di responsabilità: dopo aver drammatizzato di "molti" casi di suicidio "a seguito dell'adesione a questo gruppo", riferisce solo dei pettegolezzi in merito a 2 episodi che non hanno niente a che vedere con l'adesione al gruppo, e 2 episodi completamente inventati.

I documenti che dimostrano la competenza, l'obbiettività e l'attendibilità di Lorita Tinelli parlano da soli e sono disponibili a tutti. Nell'opinione di chi scrive, la Tinelli non è credibile nemmeno se afferma che il cielo è azzurro, come vedremo in modo ancora più sorprendente nel prossimo post.